il mondo impuzzolisce

charlie_hebdo_2016

“Come continuare a fare il giornale? A darci la forza è stato tutto ciò che avevamo costruito in 23 anni. Non saranno due stronzetti incappucciati a mandare all’aria il lavoro di tutta la nostra vita. Non saranno loro a far crepare Charlie. È Charlie che li vedrà crepare”.

Ha scelto il giorno dell’anniversario della strage di Charlie Hebdo un ventenne di origini marocchine che ieri ha cercato di introdursi all’interno di un commissariato a Parigi.  Il tentativo è stato subito fermato. Erano le 11,30 quando ha urlato  “Allah Akbar”, tentando di aggredire un agente. Voleva vendicare le vittime siriane, ma è stato ucciso dai proiettili della polizia. Aveva una cintura esplosiva finta, un’imitazione, un coltello, un pezzo di carta con disegnata la bandiera dell’Is e una rivendicazione manoscritta in arabo. Nel testo parlava della sua volontà di “vendicare i morti in Siria”, e giurava fedeltà all’autoproclamato califfo dell’Is.

Ora si cerca di fare luce sull’identità dell’uomo ucciso dagli agenti. Mi pare si sia perso l’equilibrio sia in un senso che nell’altro, il mondo impuzzolisce ogni giorno di più, lo diceva già la buonanima di mio nonno durante la mia oramai lontana infanzia.

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