bandiere

Cesare Maldini

(Immagine tratta da Wikipedia)

Due mesi fa ci lasciò un grande uomo, i meccanismi strani della memoria me l’hanno riportato oggi, ho quindi deciso di ricordarlo quale rappresentante di quei calciatori bandiera di cui si sta perdendo traccia anche a causa del denaro e della troppa attenzione mediatica che ha oramai preso in mano il calcio e lo stanno lentamente stritolando.

Cesare Maldini nacque a Trieste nello storico quartiere della Servola nel 1932. Egli scelse e fu scelto dallo sport più popolare in Italia. L’esordio da calciatore con la Triestina avvenne il 24 maggio del 1953. Maldini, difensore di grande qualità dopo aver esordito passò al Milan e da difensore ha giocato fino al 1966.

Maldini è stato un rivoluzionario anche se molto egli deve all’arrivo al Milan di Gipo Viani, due anni dopo il suo esordio. Con lui Maldini vinse due scudetti. Cesare giocava “libero” con eleganza, intelligenza, luce, per se stesso e per i compagni. Sul campo di pallone Maldini ha dato e ha lasciato tanto, altrettanto ha fatto insegnando calcio.

Nel 1963, quando in panchina c’era Nereo Rocco, sollevò, dopo averla vinta, la Coppa dei Campioni. Resterà nella storia del calcio per i suoi successi con il Milan e con la Nazionale, ma anche per la sua umanità, le sue bonarie sfuriate così ben imitate da Teo Teocoli che ne ha fatto un eroe popolare, quando aveva terminato il suo ciclo attivo.

Cesare Maldini è stato una ‘bandiera’, figura che nel calcio sembra sempre più passare di moda, ma nella famiglia Maldini è valsa per ben due generazioni consecutive, prima lui, poi il figlio Paolo altro grande difensore e bandiera milanista.

Sempre al Milan (per non cambiare bandiera), nella Nazionale e in mille altre squadre, recentemente sembrava esserci da sventolare un’altra bandiera di nome Mario Balotelli. In realtà quella bandiera non è riuscita a salire sul pennone per ora… per sempre?

In effetti i bene informati ci raccontano che Marione Balotelli, rimasto fuori dalle convocazioni del ct Conte per gli Europei ed in attesa di conoscere il proprio futuro, si è concesso una vacanza per staccare la spina dopo l’ultima complicata stagione con il Milan: meta esotica per l’attaccante, con il fratello Enock si è rilassato a Dubai. Buon per lui che è sempre al centro dei riflettori, anche di quelli di calciomercato visto che il suo futuro è ancora un rebus: il Liverpool lo ha scaricato, il Milan non sembra intenzionato a confermarlo al termine del prestito e l’ingaggio da 6 milioni di euro netti a stagione frena molte pretendenti. Eppure c’è sempre chi è pronto a tendere una mano all’attaccante, Lazio e Besiktas chiamano a gran voce. Non sono però questi gli unici club interessati: anche il Galatasaray monitora mentre la Sampdoria spaventata dai costi resta più defilata. Insomma, c’è sempre chi è disposto a dare un’ultima chance a Balotelli. Altro giro altra bandiera: il $!

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