maturità a colpi di Malala

matura

Oggi, è il giorno dell’avvenimento più vicino al Festival di San Remo, a livello di attenzione mediatica. Si è svolta la prima prova dell’esame di maturità degli studenti delle Scuole Medie Superiori della Repubblica, sua maestà il tema d’italiano. Non mi dilungo sulla scelta effettuata, prima dagli organi competenti del Ministero competente (forse è una parola un po’ grossa, ma tant’è…) e poi dai singoli studenti. Stamattina, per motivi personali, ho attraversato la piccola folla dei candidati alla maturità di un Liceo Scientifico di Torino. Ho trovato la stessa leggera tensione, stemperata da piccoli ragionamenti del tipo largocirca e qualche gesto scaramantico. Nulla di diverso dal quel lontano fine giugno 1975 quando toccò a me.

Voglio concentrarmi sul tema di argomento generale che prende le mosse da una celebre frase del premio Nobel per la pace Malala Yousafzai: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”. Ovvero il diritto riconosciuto all’istruzione salverà il mondo. Con tutta probabilità, dopo aver scartato a malincuore Calvino, oggi, avessi vent’anni (circa), avrei scelto proprio la traccia di argomento generale.

All’età di undici anni, Malala è diventata celebre a causa del blog, da lei curato per la BBC, nel quale documentava il regime dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne e la loro occupazione militare del distretto dello Swat. Successivamente è stata nominata per l’International Children’s Peace Prize, premio assegnato da Kids Rights Foundation per la lotta ai diritti dei giovani ragazzi. Tutto ciò l’ha resa famosa, Malala ha raccontato la sua incredibile esperienza nell’autobiografia “I am Malala”. Il suo libro è stato pubblicato dalla casa editrice inglese Little, Brown. Sono passati due anni dal giorno in cui Malala pronunciò quella frase davanti alle Nazioni Unite. Era il suo 16esimo compleanno ed era appena sopravvissuta a un attentato: lei voleva studiare, i talebani la volevano morta. Ha vinto lei. Ora quelle parole sono entrate nella traccia del tema di maturità, ma prima ancora sono entrate nella coscienza di milioni di ragazzi e ragazze in tutto il mondo, anche in Italia.

Vediamo ora la ricchezza della sua incredibile biografia, data l’età:

– Il 9 ottobre 2012 è stata gravemente colpita alla testa da uomini armati saliti a bordo del pullman scolastico su cui lei tornava a casa da scuola. Ricoverata nell’ospedale militare di Peshawar, è sopravvissuta all’attentato dopo la rimozione chirurgica dei proiettili. Ihsanullah Ihsan, portavoce dei talebani pakistani, ha rivendicato la responsabilità dell’attentato, sostenendo che la ragazza “è il simbolo degli infedeli e dell’oscenità”; il leader terrorista ha poi minacciato che, qualora sopravvissuta, sarebbe stata nuovamente oggetto di attentati. La ragazza è stata in seguito trasferita in un ospedale di Birmingham che si è offerto di curarla.

– Il 12 luglio 2013, in occasione del suo sedicesimo compleanno, parla al Palazzo di Vetro a New York, indossando lo scialle appartenuto a Benazir Bhutto e lanciando un appello all’istruzione delle bambine e dei bambini di tutto il mondo.

– Il 10 ottobre 2013 è stata insignita del Premio Sakharov per la libertà di pensiero. L’annuncio è stato dato dall’ex presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, che l’ ha motivata dicendo che è una ragazza eroica e ricca di spirito. Il premio le è stato consegnato in occasione della Sessione Plenaria di Novembre, a Strasburgo, il 20 novembre 2013.

– Il 10 novembre 2013 è stata festeggiata alle Nazioni Unite in occasione del cosiddetto “Malala Day”.

Infine Il 10 ottobre 2014 è stata insignita del premio Nobel per la pace assieme all’attivista indiano Kailash Satyarthi, diventando con i suoi diciassette anni la più giovane vincitrice di un premio Nobel. La motivazione del Comitato per il Nobel norvegese è stata: “per la loro lotta contro la sopraffazione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’istruzione”. Malala Yousafzai, che ora vive in Inghilterra, ha vinto il Premio Nobel, grazie alla nomination ufficiale promossa dal partito laburista norvegese.

Malala_Yousafzai_at_Girl_Summit_2014

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