stay tuned

noregrets live

PRIMA GIORNATA DELLE SELEZIONI LIVE DEL CONCORSO PAGELLA NON SOLO ROCK – EDIZIONE 2015. Venerdì 6 febbraio il primo appuntamento ad ingresso GRATUITO si è svolto al CPG TORINO Strada delle Cacce 36, Torino [mappa]. Per la sezione in concorso si sono esibiti i gruppi NO REGRETS e THE CHECKS BLOUSE. La conduzione, affidata a Marcelito, noto speakers della CANTINA – programma culto della web radio RADIO OHM – che presenterà e animerà tutte le giornate di selezioni live. Inizio concerti ore 21:00.

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NO REGRETS Sono online la registrazione audio integrale del 6 febbraio e le interviste audio ai gruppi NO REGRETS e THE CHECKS BLOUSE, a cura di RadioOhm.

4 thoughts on “stay tuned

  1. NO REGRETS

    Il primo gruppo a calcare l’epico palco del CPG è una band di baldi giovini, dal look abbastanza normale e anonimo, di quelli che dici “boh questi hanno tutti la media del 9 e suoneranno musica pop da asporto”. Invece il piglio è quello giusto: un sacrosanto hard rock di maniera, molto radiofonico, FM rock come si diceva ai miei tempi sulle recensioni di Metal Hammer, senza infamia e senza lode. Senza pretese di originalità o velleità da poseur indie alternative. Suonano come mangiano, e questo è già confortante. Mi stupisco ancora di ascoltare ragazzi così giovani che si cimentano con generi tanto revanscisti e retrò: qui siamo sulle coordinate di un accademico hard blues anni 80. La voce spigolosa e acuta in realtà rimanda gli indigeribili Helloween di Michael Kiske che questi virgulti mi auguro non sappiano nemmeno chi sia: la base ritmica ogni tanto inciampa in qualche rullata fuori fuoco, i riff di chitarra sono invece sanguigni e graffianti, il basso c’è e sostiene tutto con sufficiente saggezza. Quindi, se volete continuare a perseguire questa strada, fatta di pane e rock’n’blues, bisogna curare alcuni particolari: la voce ovviamente, di per se già potente e ispirata, va addestrata, addolcita in alcuni frangenti, portata a urlare ma anche a sospirare o convincere con la tecnica e non solo con l’irruenza, per poi abbandonare alcune improbabili impennate di ottave che spesso irretiscono le orecchie. Convincere il batterista che talvolta è meglio una rullata in meno e maggior precisione tassonomica nella ritmica, piuttosto che rischiare il virtuosismo e poi rincorrere il resto della band come un treno che deraglia e deve riprendere i binari. Mi piacciono i riff taglienti che sfornate, la sicurezza che dimostrate al di là delle incertezze ed ingenuità assolutamente comprensibili. In ogni caso, strada da fare ce n’è ancora molta, quindi chiudersi in cantina, strappare qualche poster degli AC/DC e degli Stones (che io adoro perché mi ricordano quando studiavo all’università per diventare Preside e barattavo la fama di mio fratello Blue’s per qualcosa che mi apparteneva fisiologicamente) e sostituirlo con qualcosa di un po’ più attuale – Black Keys, Jack White, Jon Spencer Blues Explotion, chi sono costoro?- e rivediamoci fra un anno.
    The Principal.

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