Nichi rottama Sel?

CONFERENZA STAMPA PD
Il Giovane Turco Matteo Orfini immagina Sel dentro al PD già al prossimo congresso. E’ una prospettiva verosimile?

Se noi non rincorriamo formule magiche o scorciatoie organizzativistiche, abbiamo un problema davanti a noi che è la costruzione del soggetto politico della sinistra del futuro. L’inadeguatezza dei contenitori attuali e anche la crisi storica della forma partito ci consegnano una ricerca che ha diversi ingredienti per diventare non un’operazione da laboratorio. Ecco gli interrogativi che ci troviamo davanti: come si ricostruisce l’agire collettivo capace di rifondare esperienze di comunità solidali? Come si libera il campo della sinistra dalle micidiali ipoteche della cultura liberista? Come si aggredisce il nodo del disfacimento del sogno europeista e come si pratica concretamente una democrazia di genere attraversata dalla contraddizione feconda del pensiero della differenza? Io credo che Sinistra ecologia e libertà sia nata proponendosi in partenza il tema della propria inadeguatezza. Ci siamo sempre posti come strumento a disposizione, abbiamo detto fin dall’inizio che più che un partito, volevamo riaprire la partita. Questa è la bussola che ci orienta e che ci rende più pesanti sulla scena pubblica di quanto non dica il consenso elettorale che abbiamo. Non c’è confluenza o una fusione a freddo, ma un problema che riguarda la natura e i nodi da sciogliere sulla natura del Pd. E poi ci sono le questioni di una formazione come Sel che non punta all’autosufficienza, ma alla costruzione di un luogo grande, che consenta non solo di dare casa a tutte le sinistre, una casa popolare, innovativa, accogliente e plurale ma che consenta il rimescolamento di tutte le culture politiche, una felice convivenza del riformismo e del radicalismo e il duplice superamento, da un lato, del radicalismo massimalista e testimoniale, e dall’altro, di quel riformismo che ha rappresentato la resa culturale della sinistra.

Che avrà voluto dire Nichi Vendola?

In questi ultimi giorni abbiamo assistito a una sorta di retro campagna elettorale, per la prima volta nella storia repubblicana, si è verificato che, in attesa di formare un governo e, anche a causa di una fase d’ingolfamento istituzionale, i principali partiti si sono nuovamente scontrati in manifestazioni tipicamente pre-elettorali.
PD e Pdl si mostrano i muscoli, in attesa di eleggere un Presidente della Repubblica che risolva la crisi politica in cui siamo incappati a causa dei risultati elettorali che hanno diviso in tre parti praticamente uguali il campo della politica nazionale. Sembra che i contendenti di preparino più alle nuove elezioni che alla formazione di un governo.
Nell’ambito di questa impasse che ha come protagonista principale il PD che, pur avendo vinto le elezioni, non riesce ad assicurare una maggioranza stabile, che sostenga un governo legittimo a misura di Costituzione, si discute anche del futuro prossimo di questo partito. In questa situazione è intervenuto il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, del governo Monti, lanciando il suo manifesto “Un partito nuovo per il buon governo”, con un documento-saggio in cui egli segnala con forza la necessità per il Paese di forze politiche robuste e ben radicate sul territorio.
“Con Barca naturale sintonia”, ha dichiarato Nichi Vendola, uno dei principali interlocutori scelti, dal ministro, subito dopo la sua recentissima iscrizione al PD nel quale intende impegnasi per una radicale riforma del partito. Questo potrebbe preludere a un avvicinamento ulteriore di SEL e PD.
Durante l’Assemblea Nazionale di SEL Vendola ha chiarito che non è prevista alcuna annessione né alcuno scioglimento nel PD, si tratta solo di stupide semplificazioni. Prima perché con questo PD, dalla natura mai definita, non è possibile alcuna fusione, poi perché il ruolo di SEL non è ancora esaurito anzi, è ancora utile alla sinistra e al Paese. Comunque non è stato mai negato che un soggetto unico della sinistra è sempre stata la stella polare di SEL. Tema che si tenterà ancora di portare avanti con convinzione, senza negare fragilità, mancanze e le difficoltà poste da questo difficile percorso.
A confermare l’identità, il progetto e l’indipendenza di SEL dal PD, è giunta la richiesta formale d’adesione al Partito Socialista Europeo, con larga maggioranza favorevole ieri all’Assemblea Nazionale, decisione che andrà discussa a livello locale e magari ratificata definitivamente nel prossimo congresso che si terrà in autunno o al massimo entro fine anno.
Sinistra ecologia e libertà è nata proponendosi in partenza il tema della propria inadeguatezza. Si è sempre posta come strumento a disposizione, fin dall’inizio più che essere un partito, SEL voleva riaprire la partita. Questa è la bussola che l’orienta e che la rende più pesante sulla scena pubblica di quanto non dica il consenso elettorale. Il compito è la costruzione di un luogo grande, che consenta non solo di dare casa a tutte le sinistre, una casa popolare, innovativa, accogliente e plurale ma che consenta il rimescolamento di tutte le culture politiche, una felice convivenza del riformismo e del radicalismo e il duplice superamento, da un lato, del radicalismo massimalista e testimoniale, e dall’altro, di quel riformismo che ha rappresentato la resa culturale della sinistra.
Insomma non c’è ne confluenza ne una fusione a freddo con o nel PD, ma un problema che riguarda la natura e i nodi da sciogliere sulla natura del PD, probabilmente solo dopo che questi chiarimenti saranno realizzati si potrà parlare definitivamente di un nuovo soggetto nella sinistra italiana.

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3 thoughts on “Nichi rottama Sel?

  1. Ciao Sme’, me dispiace ma semo co la merda fino a la bocca! Nun è facile sbrojà sta matassa piene de nodi.
    Pe le case popolari er mi poro babbo, su la busta ciaveva sta voce e je levaveno li sordi è morto e la casa co quattro fiji e la moje malata nun l’ha mai avuta. Nun so che penzà, de sta socetà a lo sfascio. 😦

  2. Proprio per quello, cara Franca, io spero che la sinistra (o i progressisti, come preferisci chiamarli) smetta di continuare nella pratica suicida della divisione includendo ciò che veramente è progresso e sviluppo, la crescita lasciamola alla speculazione.

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