grandi opere o opere grandi?

Cosa è più importante? Il lavoro ad ogni costo o un’esistenza lavorativa, ma compatibile con l’ambiente in cui viviamo?
La costruzione delle grandi opere infrastrutturali che diversi governi hanno imposto ai loro paesi e ai loro cittadini minaccia seriamente la qualità della vita delle zone coinvolte a causa dell’impoverimento delle risorse economiche, energetiche e ambientali che la realizzazione di tali infrastrutture comporta. Occorre riconsiderare decisioni e accordi presi a livello internazionale sulla realizzazione di opere che non siano grandi per le dimensioni del movimento terra che comportano, ma per l’utilità che esse rappresenterebbero, una volta realizzate, per la comunità che impiega le sue risorse nella loro realizzazione. Comunità che in questo caso è la Valle di Susa in primis, poi il Piemonte infine l’Europa (a cui l’Italia appartiene). Occorre riconsiderare, anche e sopratutto alla luce della crisi economica che attraversiamo e che promette di continuare, i costi (tanti e certi) e i benefici (per pochi ed incerti) del Treno ad Alta Velocità.

no tav

Comunicato stampa Nazionale Sinistra Ecologia Libertà del 15 marzo 2013:

I parlamentari di Sel parteciperanno alla marcia No Tav programmata per il 23 marzo da Susa a Bussoleno, inoltre chiederanno l’autorizzazione per ispezionare l’attività del cantiere di Chiomonte. La decisione è stata presa ieri sera nel corso della riunione dei deputati di Sinistra Ecologia Libertà.

La proposta l’ha fatto Giorgio Airaudo, ex segretario regionale della Fiom, da sempre in prima fila accanto al movimento nelle proteste contro il supertreno. Spiega: “Una delegazione di parlamentari con il capogruppo parteciperà al corteo organizzato dalla Comunità Montana e dai comitati No Tav. Vogliamo anche andare a controllare l’andamento dei lavori alla Maddalena e stiamo valutando la possibilità di farlo insieme ai colleghi del Movimento 5 Stelle”.

Il corteo del 23 partirà intorno alle 14 da piazza della Repubblica a Susa e arriverà a Bussoleno. Gli stessi otto chilometri di strada, spiega Renzo Plano, presidente della Comunità montana, della manifestazione pacifica No Tav della primavera scorsa.

“La nostra iniziativa è nata prima delle elezioni politiche – spiega – non soltanto per esprimere ancora una volta il dissenso di cittadini e amministratori verso l’opera, ma anche per sensibilizzare il nuovo Parlamento su temi prettamente economici.

In un Paese che ha rinunciato, per questioni economiche, alla presentazione del dossier per le Olimpiadi a Roma e in cui si sta discutendo della riduzione delle spese militari e degli investimenti in F35, vogliamo porre il tema della priorità delle spese anche rispetto alla Tav.

Per una parte del Paese le priorità sono scuola, sanità, esodati, lavoro”. Oggi stesso, anticipa Plano, “invierò una lettera di invito alla manifestazione a tutti i deputati e senatori eletti. Per la prima volta – aggiunge – il fronte No Tav ha una rappresentanza in Parlamento e questo renderà il livello di dibattito e discussione intorno all’opera più elevato”.

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13 thoughts on “grandi opere o opere grandi?

  1. “….chiederanno l’autorizzazione per ispezionare l’attività del cantiere di Chiomonte…”.

    La vedo dura. Al cantiere non hanno ancora fatto un tubo, a parte uno spiazzo e qualche muretto. Non hanno certo interesse a pubblicizzare una situazione simile.

    • Beh, secondo me lo scopo è anche attualizzare. La crisi economica non è uno scherzo e i SI TAV ne possono verificare giorno per giorno i suoi effetti, in Francia (dall’altra parte del buco) il vento politico è cambiato… etc

  2. Grandi opere o opere grandi il prodotto non cambia: solo grandi (sporche) manovre.
    La Val di Susa non è solo di chi vi abita. La Val di Susa è di tutti noi come qualsiasi altro territorio.
    Ma la domanda è: qual’è l’utilità?
    Nessuna.
    Esiste già una ferrovia…che potenzino quella e la finiscano di rompere l’anima con le grandi opere inutili.

    Vogliamo far lavorare la gente?
    Mettete mano alle grandi (e piccole) opere incompiute e fare la giusta e mai attuata manutenzione a quelle esistenti.
    Altrochè se c’è da lavorare!

    buonecose
    .marta

    PS: con questa nuova immagine del profilo non ti riconoscevo 🙂

  3. Ricevo via mail e volentieri pubblico:

    Sabato 23 marzo, il popolo della Val di Susa manifesterà nuovamente, marciando per riconquistare il diritto alla sovranità, ovvero il diritto a decidere sulla vita degli abitanti e del territorio della Valle, chiamando ad unirsi alla loro lotta tutti coloro che si oppongono alla anti-democratica e violenta realizzazione di un’opera crescista che danneggia inutilmente la salute pubblica e il bilancio dello Stato.
    La sera, a Torino, di ritorno dalla marcia, Giulietto Chiesa (giornalista e Presidente di Alternativa), Mauro Marinari (Sindaco di Rivalta e promotore della lista civica “Rivalta Sostenibilie”) e Marco Revelli (Sociologo e promotore di ALBA) discuteranno tra loro e con il pubblico della loro partecipazione, della giornata di manifestazione e del problema della mancanza di sovranità tanto in Valle quanto in città.
    Possono i cittadini torinesi e della cintura unirsi e lottare per riconquistare il diritto alla sovranità, per decidere davvero sul futuro delle loro vite e delle loro città? Possono gli abitanti di Torino, Rivalta, Rivoli, Grugliasco, Chivasso, Moncalieri, ecc. mobilitarsi e manifestare insieme contro le tante, troppe TAV che già hanno peggiorato o stanno minacciando la salute pubblica dei loro quartieri e dei bilanci dei loro Comuni?
    Possono lavoratori, disoccupati, stranieri, studenti, pensionati e precari costruire insieme, dal basso un’alternativa alla crescita, al consumo e al debito, un’alternativa contro il profitto e per la vita?
    Unirsi e mobilitarsi è possibile, anzi necessario: il primo passo è organizzare momenti d’informazione e di lotta comuni.
    Sabato 23 sera sarà uno di questi momenti: l’appuntamento è alle h. 21 al Circolo “Borgo Po”, a Torino, in Corso Moncalieri 18.
    L’ingresso è libero e gratuito: siete tutti invitati a partecipare!

    Alternativa Torino

  4. Leggo poi diversi timori sulle sorti del movimento -soprattutto in rete- motivati dalla preoccupazione che il movimento stesso possa delegare a Grillo la sua rappresentanza: beh io posso dire, da militante notav, di stare tranquilli, perché in oltre 20 anni non abbiamo delegato mai nulla a nessuno e non lo faremo nemmeno questa volta. L’autonomia politica di questo movimento è un fattore talmente “naturale” che non sarà intoccata. Anzi sapremo sfruttare la situazione che si è venuta a creare come un elemento di maggiore forza per noi.

    Intervista a Lele Rizzo (Notav)

    http://www.notav.info/post/val-di-susa-verso-il-23-marzo/

  5. Adesso mettetevi tutti una mano sulla coscienza e ditemi a che cavolo serve la tav da torino a lione se per arrivare in sardegna non esiste uno straccio di nave, una compagnia aerea degna di questo nome , e per muoversi dentro la sardegna si rischia la vita su strada e le ferrovie muoiono di stenti.
    Lo chiedo soprattutto agli amici del Pd, Bersani e Enrico Rossi compresi….

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