Renzi lo sfinanziatore

Matteo-Renzi

Nel corso della trasmissione di Rai3 “Che tempo che fa” di ieri sera il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha detto: ”Ha vinto Bersani, ha il diritto di provarci, il mio atteggiamento é stato di assoluta lealtà in un paese affetto da scilipotismo, che é il cambiare casacca. Non vorrei che lo scilipotismo diventasse la caccia al grillino: adotta un grillino che passa perché lo abbiamo contestato quando lo facevano altri”. “Se Bersani fallisce – ha detto Renzi – é difficile non andare al voto. In quel caso primarie obbligatorie”. Inoltre, ha proposto con forza un nono punto al programma che Bersani ha sottoposto via internet agli italiani: il no al finanziamento pubblico dei partiti. Questo mi pare predicare bene e razzolare male. Non è questa proposta un chiaro ammiccamento al Movimento 5 Stelle? E poi quanto ha di democratico una proposta del genere che, se passasse, limiterebbe di molto la partecipazione popolare alla politica?

Intanto Renzi ha destituito di fondamento le ipotesi circolate sulla creazione di un partito con il premier Mario Monti ed ex Popolari che potrebbe essere stato l’argomento della sua visita a Palazzo Chigi nei giorni scorsi.

Certo che se il Presidente Napolitano dovesse intraprendere la strada di un governo del presidente, Bersani dovrebbe per forza farsi da parte. In tal caso il più gettonato è proprio Matteo Renzi che ha resistito alla “liturgia” della direzione del Pd per sole due ore, per poi scappare e concedere un’intervista in cui immagina un Pd diverso, che “fa a meno del finanziamento pubblico” e viene guidato da “un nuovo gruppo dirigente”. Egli appare molto meno contrario di Bersani su una possibile grande coalizione che riunisca Pd e Pdl: “In un paese normale si farebbe”.  Io tifo per Bersani!

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3 thoughts on “Renzi lo sfinanziatore

  1. Egli appare molto meno contrario di Bersani su una possibile grande coalizione che riunisca Pd e Pdl: “In un paese normale si farebbe”.
    Rifletto sulle parole: in un paese normale si farebbe. Normale. Si farebbe?

    Mah…

  2. Secondo me, è proprio perchè, forse, stiamo tornando un Paese normale, un accordo con il Pdl è improponibile. Dopo che PD (scelta sciagurata, pagata con il risultato delle elezioni) e il Pdl hanno sostenuto insieme il Governo Monti impostoci dal Presidente Napolitano, non è proponibile una loro collaborazione politica. Gli elettori punirebbero ulteriormante entrambe le parti che, checchè ne dicano, sono uscite dalle elezioni con le ossa rotte da parte del Movimento 5 Stelle.

  3. Il rottamatore si proietta già verso il futuro. «Se non ci sarà il governo Bersani mi sembra naturale che sia giocoforza che si torni a votare», è la previsione di Renzi, nei giorni scorsi più cauto rispetto all’ipotesi del ritorno al voto su cui insistono di più esponenti bersaniani. E in quel caso il sindaco, pur dicendosi «abbastanza allergico» ai partiti tradizionali e a riunioni come «terapie di gruppo», non vede altra strada per la scelta del candidato premier che nuove primarie. «I tempi ci sono, sono un passaggio obbligato», chiede il sindaco che scalda i motori per una nuova corsa.

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