Nichi Vendola alle Officine delle E a Torino

Ieri sera alle 21:00 Nichi Vendola ha incontrato i suoi elettori torinesi presso il Gruppo Abele di Corso Trapani a Torino. Erano presenti i capi lista Airaudo, Mattioli e Curto, moderava Gad Lerner che ha introdotto al dibattito rappresentanti della società civile in difficolta per il rispetto dei diritti per lavoro e stato civile. I ragionamenti di Vendola sono stati lucidi e precisi come al solito. Uno in particolare mi ha colpito: ”Il populismo in Italia e in tutta l’Europa rappresenta una deriva molto pericolosa, ma non si batte con l’esorcismo, per questo il centrosinistra deve presentarsi come una coalizione che costruisce un nesso tra la politica e la speranza. Bisogna saper cogliere il senso sociale di rabbia e risentimento che si esprime in tanti settori ma al populismo si deve contrapporre una grande visione riformista che abbia al centro il progetto della giustizia sociale e il rinnovamento”. Egli distingue cioè fra le figure populiste di Berlusconi e Grillo e coloro che li seguono in TV e nelle piazze. Con questi ultimi occorrerà ragionare per ricondurli a un ragionamento di governo e non di mera protesta generica e disomogenea. Come non essere d’accordo?

Un video con Nichi Vendola e Gad Lerner sull’omofobia.

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9 thoughts on “Nichi Vendola alle Officine delle E a Torino

  1. “…di mera protesta generica e disomogenea…” il riferimento è ad entrambe le figure populiste di B. e di G.?
    No, perchè associarle non ci vedo nesso.
    Comunque sia, non perchè sia una sostenitrice di Grillo ma…insomma il popolo è abbastanza incavolato eh…
    ..mera protesta? ma che devono fare…che dobbiamo fare?
    Ma si rende conto Vendola a che punto siamo?
    In piazza, no.
    In tv, no
    Nei giornali non se ne parli….
    e allora? qual’è il luogo dove il popolo può e deve dissentire?
    Le urne?……..

    Il mio problema non deve essere chi non votare ma chi!
    Chi?

    • Probabilmente, pur essendo stato presente alla manifestazione, non ho saputo riportare bene il pensiero di Vendola. Egli non ha affatto assimilato i due populismi, ma li ha distinti. Intanto il populismo di Berlusconi è ancora in carica e, anche non lo fosse, ha avvelenato i pozzi della politica italiana anche per il futuro. In quanto a Grillo Vendola distingue fra la figura del policomico e del suo staff e le persone che a vario titolo e convinzione ne seguono le gesta e il linguaggio obiettivamente al limite del fascismo e della sua apologia fino a spingersi verso condivisioni di Casa Pound e delle sue teorie naziste. Il popolo del movimento cinque stelle è in gran parte in buona fede e, stomacato dalla corruzione e dall’immanenza dei politici corrotti, segue quello che ritiene il nuovo, ma permettimi, Marta, Grillo non ha niente di nuovo in se. Egli è uno che ha deciso di fare della politica il suo mestiere, con quella guadagna fior di quattrini, ad esempio con la vendita di libri e gadget, basta guardare la sua dichiarazione dei redditi per capire che non è un poveraccio pur non esercitando una professione o un mestiere. Io non sono contro i grillini ho espresso il mio parere sul programma elettorale di Grillo. In Sicilia dove ha vinto le elezioni il movimento 5 stelle è immobile e non si sente parlare di azioni di governo, a Parma il sindaco eletto si è reso conto che non si cambiano le cose con le buone intenzioni, potrei continuare. Chi vuole voti Grillo e dopo le elezioni segua le gesta dei propri eletti.

  2. Anche io non guardo a Grillo con molta speranza…certi suoi comportamenti e toni aggressivi mi urticano abbastanza. Per non parlare, come tu scrivi, di avvicinamenti sospetti.
    Ora non mi baso certamente sulla sua dichiarazione dei redditi. perchè dipendesse dalla conoscenza di certi dati…finiremo veramente per mandarli tutti al diavolo (cosa che mentalmente ho fatto pur non sapendo).

    Che dirti…sono più confusa che altro.
    Mi aspettavo da questi politici che facessero concreti programmi politici. che parlassero di decrescita. che non si può volere di più. e sempre di più.
    Non hanno di certo la bacchetta magica…ma che continuino a rubare, e fare i polli. O peggio ancora dormire….
    credimi sono abbastanza disgustata.

    Buona domenica
    e grazie per il confronto
    ciao
    .marta

    • Vendola ha messo in testa al suo programma il lavoro, la corruzione politica, i diritti civili. Ha dimostrato di saper governare una regione come la Puglia facendola progredire e sviluppandone l’economia in pochi anni anche in presenza della crisi. Ha dovuto anche difendersi da chi lo voleva trascinare nel fango della corruzione.

  3. Di questo ne sono a conoscenza e lo reputa una persona in gamba. Ciò che mi fa frenare…è la coalizione ma tant’è non poteva fare niente di meglio di ciò che ha fatto.
    Non mi dispiace se dovesse vincere questo lo dico sinceramente.

    Anche in Sardegna c’è stato Soru…con lui le cose stavano andando decisamente meglio …ma poi i miei corregionali han fatto vincere la destra….e l’attuale presidente è solo una figura istuzionale..che nulla ha fatto.
    speriamo bene…

    • I tuoi dubbi sono anche i miei, di sicuro ci saranno ancora provvedimenti difficili da sopportare a nostro carico, ma se vince il centrosinistra abbiamo speranze di uscire da questo periodo di corruzione che continua da tutto il dopoguerra senza soluzione di continuità. Ieri Vendola ha promesso di ripristinare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e di mettere il lavoro al centro dell’azione politica. Ripristinare una legge sul falso in bilancio è la prima cosa per uscire dalla corruzione che non è solo politica, ma anche sociale. Incrociamo le dita e andiamo a votare con coscienza!

  4. Ecco la storia di uno degli intervenuti:

    Ma gli intellettuali dove sono? Da che parte stanno? Il sindacato Usb a tre mesi dal rifiuto da parte del regista britannico Ken Loach di ritirare il premio alla carriere attribuitogli dal Torino Film Festival, se lo chiede con un documentario e una serata dal titolo «Dalla parte giusta» e incassa una prima risposta con il rifiuto di Ettore Scola di partecipare. «Ci ha detto di essere iscritto alla Cgil. Non diciamo altro, non penso che ci siano commenti da fare», spiegano durante la serata.

    Nuovo Cinema Palazzo

    La scena è il Nuovo Cinema Palazzo, a un passo da via dei Volsci, cuore del quartiere San Lorenzo a Roma. Il cinema è occupato da quasi due anni per impedire l’assalto di un casinò.

    Il filmato si intitola«Dear Mr. Ken Loach», è un documentario realizzato da Rossella Lamina e Nicola Di Lecce per Mondi Visuali e racconta l’arrivo del regista a Torino per vedere da vicino i lavoratori precari licenziati e la loro protesta.

    La storia di Federico

    Il racconto del film parte dalla lettera scritta da Federico Altieri, che lavorava al Museo Nazionale del Cinema che reagì al licenziamento di quattro lavoratori nel giro di pochi mesi. «Andai al lavoro con una t-shirt con su scritto: Sospendeteci tutti». Licenziato, decide di scrivere una lettera a tanti intellettuali e persone che rivestono ruoli di potere in Italia. E anche a Ken Loach. «L’unico ad avere risposto».

    La risposta di Loach

    E risponde anche con estrema rapidità. Vuole sapere tutto e contemporaneamente chiede agli organizzatori del Festival un intervento per risolvere la situazione. La vicenda è nota, alla fine Ken Loach ha rifiutato il premio alla carriera del Festival per solidarietà con i lavoratori e è arrivato a Torino per ascoltarli, per parlare con loro. Le scene di quell’incontro sono montate nel documentario che è stato mostrato in anteprima a Roma ma che è stato anche caricato su You Tube.

    Schierarsi

    «Vogliamo avere la pretesa di spingere alcuni artisti ed intellettuali a schierarsi dalla parte giusta: quella dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati e del conflitto per rappresentarne e risolverne i problemi», spiegano i rappresentanti del sindacato.

    «Il rifiuto di Ken Loach, infatti – sottolinea Rossella Lamina – da un lato aveva avuto come effetto positivo la possibilità di vivere un momento di lotta forte, un momento di grande protagonismo della lotta contro il precariato. Dall’altro, però, era stata molto negativa la reazione del mondo intellettuale e del cinema italiano».

    Nel documentario viene mostrato l’unico incontro avuto in tutti i mesi della preparazione, e poi del festival stesso. All’incontro Gianni Amelio partecipò per poco tempo, Ettore Scola per tre ore. Nessun altro contatto. Solo i commenti negativi ricavati dalla lettura dei giornali di quei giorni.

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