Sel alle primarie dei candidati al Parlamento

Sel blinda i dirigenti, ma ci <br />sono anche Airaudo e Barozzino

Ecco i nomi dei candidati appartenenti al “listino bloccato” che non dovranno sottoporsi alle primarie interne del partito. Di questi, 13 appartengono agli organi dirigenziali e 10 sono esterni al partito. Spiccano i nomi di Titti Di Salvo (presidenza nazionale), Celeste Costantino (presidenza nazionale), Francesco Ferrara (responsabile nazionale organizzazione), Sergio Boccadutri (tesoriere), Francesco Forgione (membro dell’assemblea nazionale), Maria Luisa Boccia (presidentessa dell’assemblea nazionale), più quelli dell’intero coordinamento nazionale: Nicola Fratoianni, Massimiliano Smeriglio, Gennaro Migliore, Claudio Fava, Monica Cerutti, Loredana De Petris, Grazia Francescato. L’unica “esclusa” è Chiara Cremonesi, attuale consigliera in Lombardia, che dovrebbe impegnarsi attivamente per le prossime regionali.

Di questi, due hanno ottenuto la deroga: Claudio Fava e Francesco Forgione. Lo Statuto di Sel, all’art.12 comma 6, prevede infatti che “non è ricandidabile […] chi abbia ricoperto tre mandati pieni di consigliera/e regionale o parlamentare (nazionale o europeo, anche non consecutivi). La deroga è possibile col voto a maggioranza qualificata di 2/3 dell’ Assemblea nazionale”.

La “lista bloccata” viene completata dai 10 esponenti appartenenti al mondo del lavoro, civico e sindacaleRoberto Natale (segretario Fnsi), Laura Boldrini (portavoce commissariato Onu rifugiati), Giorgio Airaudo (Fiom), Giulio Marcon (portavoce ‘Sbilanciamoci’), Giulio Volpe (rettore università di Foggia), Pape Diaw (portavoce comunità senegalese Firenze), Ida Dominjanni (giornalista), Monica Frassoni (co-presidentessa dei Verdi europei), Giovanni Barozzino (uno dei tre operai licenziati dalla Fiat Sata di Melfi).

Nichi Vendola ha dedicato parole particolari proprio a Barozzino: “Esattamente come Mario Monti, vogliamo iniziare la nostra campagna elettorale da Melfi. Ognuno sceglie da che parte stare: anche noi abbiamo scelto”.

Il listino bloccato fa, inevitabilmente discutere, ma se senti i dirigenti e i candidati locali è l’ultima cosa che vogliono sentirsi chiedere, si limitano a rispondere “è una lotta contro il tempo”. A Torino si candidano, due su due, i consiglieri comunali, capogruppo e vice. Sono due giovani, Michele Curto e Marco Grimaldi. Il primo corre in tandem, anzi in triciclo, con Nicoletta Cerrato e Carla Mattioli, già sindaco di Avigliana, Pasionaria della Val Susa espulsa dal PD. Curto sul listone dice “potevamo allargare di più le possibilità per chi partecipa alle primarie, sì sarebbe stato meglio, ma le candidature indipendenti sono però un bel segnale, tutto politico”. Grimaldi è invece gemellato con Francesca Gruppi.

Ecoo come lancia la sua candidatura Michele Curto:

Non ci serve una scialuppa di salvataggio ma una nave corsara!

Perché il futuro è di chi lo sa immaginare

Caro amico,

Stiamo già correndo, ma credo anche che durante una corsa si debba avere la capacità di riflettere. Per questo ho voluto scriverti.

Possiamo esserci incontrati in uno dei crocevia della nostra vita, in treno verso i campi di sterminio di Auschiwtz Birkenau, sulle strade di Torino ad occuparci di migranti e rifugiati, ai margini del consiglio comunale, davanti ad una fabbrica, in un luogo di lavoro nel mio impegno in Sinistra Ecologia e Libertà. O forse mi conosci attraverso le parole e gli sguardi di qualcun altro. Come sai sono un partigiano, uno di parte, ho sempre scelto senza ritrosie, credendo che ci voglia il coraggio di schierarsi, l’ho fatto spesso in modo scomodo al fianco dei più deboli e dei più fragili. Credo nella giustizia sociale, che porta a dire che o i diritti son per tutti o per ricavare i privilegi per qualcuno ci sarà sempre un ultimo posto da assegnare. Così anche oggi scelgo, guardo al mio paese e mi chiedo come possa essere diventato così lontano da esso il luogo che per primo dovrebbe rappresentarlo: il parlamento. Nell’incontrare tante volte i partigiani in questi anni, quelli veri, mi ha sempre impressionato il loro racconto di come è nata la nostra costituzione.

Dopo un conflitto 556 uomini e donne votati dal 84% di un paese devastato da un conflitto mondiale prima e da una guerra civile poi, scrivevano un documento straordinario, quasi una poesia civile. In quella costituzione c’è anche un programma politico per le generazioni future: sul lavoro e i suoi diritti, la tutela dei beni comuni, il welfare, i diritti di tutte e tutti. Sono passati anni, ed invece di realizzare quel programma ed aggiornarlo con nuovi diritti, come quelli dei nuovi cittadini immigrati e dei loro bambini nati in Italia, delle coppie omosessuali e del loro sacrosanto diritto ad amare, della tutela ambientale, stiamo regredendo tradendo quella carta ed il suo spirito. Questo perché quell’aula, il parlamento, più che rappresentativa di un paese che già fa fatica, è una rappresentazione spesso farsesca ed immorale. Dobbiamo riconquistare quel luogo, riportarci dentro il paese reale. Rappresentanti, che garantiscano con le loro storie ed il loro impegno. Persone che però siano nuovamente scelte da chi devono rappresentare, in questo le primarie di domenica sono un’opportunità, seppur precaria e certamente imperfetta. Sono consigliere comunale da 2 anni, sfidai a viso aperto il mio sindaco Piero Fassino, dicendo chiaramente cosa pensavo, che Torino avesse bisogno di un nuova generazione, di una sinistra coerente con la propria storia, ma in grado di farla camminare su gambe nuove.

Lo feci orgoglioso delle mie origini operaie, in un momento in cui Torino veniva dilaniata dal referendum di Mirafiori, o meglio dal ricatto di Marchionne. L’ho fatto in una città di sinistra, dove però spesso i suoi rappresentanti sono rimasti seduti a proprio agio nei salotti, dimenticando il disagio degli esclusi e la delega che li aveva portati lì: la contesa con il privilegio. Oggi non posso non guardare all’Italia e alla sinistra di questo paese: ancora una volta in bilico fra cooptazione dei poteri forti e marginalità. Non credo ci si debba illudere, ne illudere di poter portare un facile cambiamento, continuando a triturare le parole nel marketing della politica. Non ci si può però nemmeno arrendere, cercare come scorciatoia alla faticosa ricostruzione di senso in politica, l’abbandono del campo, il ritiro a vita privata.

Dobbiamo coltivare speranza, costruire reti umane ed ideali, ma anche poggiarle sulla difesa di diritti in discussione e la conquista di quelli negati. Questo si può ottenere solo governando anche nei momenti più difficili, ma sapendo bene per chi lo si fa e quanto è essenziale la partita. Il ritorno della sinistra in parlamento non può essere la scialuppa di salvataggio per ex di qualcosa, ma deve essere una nave corsara. La crisi ci è entrata in casa, sconvolge le nostre vite, ci toglie il fiato, per questo dobbiamo fare in fretta. I livelli di disoccupazione, i numeri del precariato giovanile, non sono riempitivi da Tg ma sono un bollettino di guerra. Stiamo parlando di una contesa impari, con forze che trovano la legittimazione negli interessi del finanza mondiale, e su un terreno di gioco impervio, l’Italia post (neanche tanto) berlusconiana.

Dobbiamo guadagnare giorno per giorno con gli strumenti della prossimità e della cooperazione i rapporti di forza che questa sfida richiede. Questo è il nostro impegno. Queste sono le ragioni per le quali mi sono candidato alle primarie di Sinistra Ecologia e Libertà di domenica. Un cassaintegrato giorni fa mi ha dato il senso della sfida, “io ti sostengo” mi ha detto, “perché sei uno che non fa tappezzeria”. Non sono il solo, siamo già in tanti e dovremmo diventare di più. Con me si candidano persone vere con la schiena dritta: Nicoletta Cerrato, Carla Mattioli, Valeria Torrazza alla camera, Giuseppe Accalai, Giorgio Canal, Marina Castellano, Elena Chinaglia al senato.

Ti chiedo di riprenderti il diritto a scegliere e ti chiedo di sceglierci. Potrai farlo Domenica 30 dicembre dalle 8.00 alle 20.00 in diversi punti della Provincia di Torino che troverai sul sito www.seltorino.info. Più di tutto però ti chiedo di partecipare tutto l’anno, di non pensare che questa sia una delega in bianco, ma una scelta di campo.

Chi mi sceglierà saprà che i miei impegni saranno:

1) non voterò mai un governo tecnico

2) Non voterò mai un intervento di guerra e lavorerò per la riduzione degli armamenti e delle spese militari

3) Non voterò mai uno scudo fiscale o una legge ad personam

4) Non voterò mai a favore del Tav perchè l’ambiente ha un valore e non un prezzo.

5) Non voterò mai per l’abrogazione dell’Art. 18.

1)Lavorerò per la difesa del lavoro e dei lavoratori, per una legge sulla rappresentanza sindacale, contro il precariato

2) Lavorerò per una legge sui matrimoni omosessuali e una legge contro l’omofobia.

3) Lavorerò per leggi sempre più efficaci su corruzione ed evasione fiscale

4) Lavorerò per un testo unico sulla legislazione antimafia

5) Lavorerò per una legge contro il razzismo, per il diritto all’asilo e per la cittadinanza dei bambini nati sul territorio italiano.

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5 thoughts on “Sel alle primarie dei candidati al Parlamento

  1. Non seguo la politica.
    Prima ero quasi ….un’attivista. Ora sono “pensionata baby”.

    Leggerò il tuo blog…ma per me tutti e, dico tutti mancano di esempi, di idee e azioni comuni per far sì che mi riaccosti alla politica. A quella vera non questa, non mi riferisco in particolare a Sinistra e Libertà, naturalmente…a tutta la classe politica.
    Mi sento presa in giro, e stanno prendendo in giro tutte quelle persone indifese, le più deboli: malati e poveri etc etc.
    No, non fa per me. So che è un mio dovere, nonchè diritto…ma non ci siamo proprio.
    Perdona.

    ciao
    .marta

    • .marta, benvenuta fra gli smemorati; capisco benissimo il tuo scoramento. Io sono stato per anni lontano dalla politica, ma ora ho capito che occorre partecipare fisicamente, non basta più delegare in cabina, bisogna stare addosso agli eletti perchè devono cambiare!

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