Io che sono uno smemorato della mia terra di Puglia in terra padana, posso dire di amare questa terra che ho contribuito a far crescere e che non credo proprio mi voglia respingere. Condivido queste conversazioni disimpegnate perchè il disimpegno è tipico degli italiani, pugliesi o padani che siano. Buona domenica!

SimonaScarioni

…ma che cos’è???

Possiamo lottare quanto vogliamo contro i pregiudizi e i luoghi comuni, ma comunque tutti ne abbiamo sentiti almeno un paio; e quindi capirete bene che una fanciulla come quella descritta, con un po’ di veemenza ahimé, nel capitolo primo (descrizione che la fanciulla vi invita a rileggere, per comprendere appieno il presente elaborato), è difficile da trovare in una eccellentissima terra come la padania, per via delle sue idee, diciamo, distorte (nel senso buono, cioé: storte rispetto al luogo comune padano).
Pertanto capirete anche che è statisticamente molto, molto, molto improbabile che tale fanciulla sia circondata da una famiglia che condivida le sue idee; e avete avuto un assaggio della sua fortuna nei capitoli primo e secondo.
Dunque: oggi la donzella si avvia verso un ridente, piacevole pranzo di famiglia, con la faccia di chi sta per essere condotto alla gogna. Dopo un oculato studio della posizioni…

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One thought on “

  1. In viaggio fino alla fine del mondo
    di massimo gramellini La Stampa 16 dicembre 2012

    Mi piace pensare che i Maya non avessero del tutto torto. Che il 21.12.12 non finirà il mondo, ma un altro comincerà a prendere forma. Anch’io avrò la possibilità di farne parte, se smetterò di fidarmi ciecamente dei sensi, che intercettano solo una piccola fetta di realtà, e imparerò a rinvigorire il muscolo rattrappito dell’intuizione: «La voce degli dei» come la chiamava Jung, l’unica parte immutabile e immortale di me stesso.

    Per chi non ha, o non ha più, un lavoro o un affetto, la fine del mondo è già arrivata e questi sembreranno discorsi astratti, brodini caldi per anime intirizzite. Ma non è così. La crisi psicologica e poi – solo poi – economica in cui versiamo è anzitutto una crisi del modello materialista che ha dominato il Novecento. Se non torniamo a chiederci chi siamo, e non solo cosa abbiamo, finiremo per non avere più nulla. Qualunque profezia non va presa alla lettera: è l’indicatore di un cambiamento spirituale. Da qualche settimana ho coinvolto i lettori domenicali di «Cuori allo Specchio» nei preparativi del viaggio. Ho chiesto di regalarmi i ricordi più belli della loro vita e in cambio ho offerto parole da mettere in valigia, tratte dai libri che mi hanno temprato il cuore. Per ultimo ho tenuto il più importante: il Simposio di Platone. Buon viaggio.

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